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BANCA CARIGE PUBBLICITA' INGANNEVOLE
BANCA CARIGE PUBBLICITA’ INGANNEVOLE: Pronti per un futuro a colori?

Tra i soggetti che presentano il ricorso relativo alla diffusione di un messaggio pubblicitario ingannevole, si nota una significativa distinzione. Si può affermare, infatti, che l’Antitrust sia preferita dai consumatori e dalle loro associazioni, che si rivolgono principalmente a essa, piuttosto che al Giurì di Autodisciplina, avendo come interesse e obiettivo principale quello di far infliggere una sanzione pecuniaria a chi non rispetta le regole.

I piccoli azionisti di Banca Carige, in relazione alla campagna pubblicitaria di Young & Rubicam per l’anno 2015, sono stati, ahimè, notevolmente danneggiati. Si consideri che nel 2014 Banca Carige ha incassato un aumento di capitale per 800 milioni di euro.

Successivamente nel 2015 un altro aumento di capitale per 850 milioni di euro pubblicizzato con una bambina sorridente (?) ed il seguente testo principale:

Parte l’aumento di capitale Banca Carige. Pronti per un futuro a colori?

La Banca vale ora circa 210 milioni di euro.

E’ in procinto di richiedere un ulteriore aumento di capitale per 560 milioni di euro.

Si teme pertanto che tale pubblicità, o una similare se non addirittura peggiorativa, possa essere usata per l’ennesimo aumento di capitale per cui si pregano gli azionisti di intervenire in merito con esposti ai fini della miglior tutela del consumatore.

L’aumento di capitale è’ DECOLLATO, ma arrivato nel posto SBAGLIATO!

CULO A COLORI

BANCA CARIGE: Pronti per un futuro con il culo a colori?

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, infatti, basando le proprie decisioni sulle norme stabilite dal Codice del Consumo, si pone come organismo “principe” a tutela dei consumatori; in particolare, il parametro di riferimento per la valutazione di ingannevolezza di un messaggio pubblicitario è il “consumatore medio” all’interno del gruppo di riferimento. Le aziende, nei casi di comparazione illecita o quando sono penalizzate dall’alterazione della concorrenza determinata da messaggi pubblicitari ingannevoli, sono solite rivolgersi agli organi di Autodisciplina Pubblicitaria, poiché essa nasce oltre quarant’anni fa come entità vicina alla realtà aziendale; le norme del Codice nascono, infatti, dal settore e seguono di pari passo le sue modifiche. Vi è, infine, la possibilità, a dir la verità utilizzata solo in rari casi, di fare ricorso a entrambi gli organi; questa evenienza è riportata dal Codice del Consumo all’articolo 27, che tiene conto degli organi di Autodisciplina e stabilisce un coordinamento tra i due procedimenti, davanti all’autorità e al Giurì: «Iniziata la procedura davanti a un organismo di autodisciplina, le parti possono convenire di astenersi dall’adire l’autorità fino alla pronuncia definitiva.